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(ASCA) - Roma, 9 gen - Identificato il gene responsabile di
una forma di paraplegia spastica ereditaria, rara malattia
neurodegenerativa di origine genetica. Ad annunciarlo e' uno
studio finanziato da Telethon e pubblicato sulle pagine del
''Journal of Clinical Investigation'' da Antonio Orlacchio,
responsabile del laboratorio di Neurogenetica dell'Irccs
Fondazione Santa Lucia di Roma e docente di Neurologia presso
il dipartimento di Neuroscienze dell'Universita' di Roma
''Tor Vergata''.
La paraplegia spastica ereditaria colpisce circa una
persona ogni 10 mila e puo' manifestarsi sia nell'infanzia,
sia in eta' adulta. Delle due forme note la piu' comune e'
quella pura, caratterizzata da spasticita' lentamente
progressiva e da debolezza muscolare a carico degli arti
inferiori, che si traducono in una piu' o meno marcata
difficolta' a camminare. I pazienti affetti dalla forma
complicata, invece, possono presentare anche altri disturbi
come anomalie della vista, sordita' o ritardo mentale.
Grazie a questo lavoro, salgono in totale a 23 i geni che,
se mutati, possono essere coinvolti nell'insorgenza della
malattia. In particolare, il nuovo gene identificato da
Orlacchio e collaboratori si chiama RTN2 ed e' associato,
quando alterato, alla forma pura. Il gene contiene le
informazioni per una proteina (il reticulone 2) importante
per assicurare una forma corretta al reticolo endoplasmatico,
struttura cellulare essenziale per la produzione delle
proteine. I ricercatori hanno dimostrato come il reticulone 2
sia direttamente coinvolto, quando difettoso, nella
degenerazione delle cellule nervose, sostenendo ulteriormente
l'ipotesi che questa malattia genetica sia dovuta proprio ad
alterazioni nella morfologia di questa importante struttura
cellulare.
''Identificare nuovi geni-malattia e' molto importante per
comprendere i meccanismi patologici che si osservano nei
pazienti - spiega Orlacchio -. In particolare, aver scoperto
un nuovo gene responsabile della paraplegia spastica
ereditaria ci consentira' d'ora in avanti di diagnosticare
con precisione questa forma della malattia a partire dai
sintomi clinici e pianificare cosi' gli interventi piu'
adeguati. Infine, la proteina codificata dal gene RTN2 potra'
rappresentare un bersaglio molecolare per un razionale
sviluppo di nuovi farmaci''.
Questo studio e' frutto di un'intensa collaborazione tra
centri internazionali di ricerca - Universita' di Miami
(Usa), Cambridge e Galles (Regno Unito), Tubinga (Germania),
Tokyo (Giappone), Anversa (Belgio). Infatti, grazie alla
creazione di un network multidisciplinare e' stato possibile
raccogliere un'ampia casistica di pazienti su cui effettuare
gli studi di genetica molecolare. In Italia, il lavoro di
Antonio Orlacchio e' stato finanziato, oltre che da Telethon,
anche dal Ministero dell'Istruzione, Universita' e Ricerca e
dall'Universita' di Roma ''Tor Vergata''.
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