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(ASCA) - Roma, 7 feb - Tra sostenibilita' delle cure ed
appropriatezza terapeutica c'e' la terapia personalizzata.
Nel caso specifico del tumore del colon-retto si puo'
selezionare ''a priori'' il paziente tramite un test genetico
(KRAS) affinche' si possa scegliere la terapia oncologica
piu' adatta; questo approccio rappresenta un esempio di
appropriatezza terapeutica. E' questo il messaggio emerso
dall'incontro ''Appropriatezza d'uso e percorsi terapeutici
in oncologia nella cura dei tumori del colon-retto'' tenutosi
a Roma, alla presenza delle Istituzioni e dei massimi esperti
nel settore oncologico, per fare il punto sulla gestione del
tumore del colon-retto.
Quello del colon e' in assoluto il tumore a maggiore
insorgenza nella popolazione italiana, con quasi 50.000
diagnosi stimate per il 2011. Per questo Enrico Ricevuto
(Oncologia Medica Ospedale Civile San Salvatore Universita'
degli Studi dell'Aquila), Francesco Cognetti (Direttore
Dipartimento Oncologia Medica IFO Regina Elena di Roma) e
Carlo Barone (Direttore Unita' Complessa Oncologia
Policlinico A. Gemelli di Roma) hanno evidenziato
l'indispensabilita' della terapia personalizzata, del
percorso assistenziale integrato del paziente e
dell'innovazione terapeutica nella gestione di questo
particolare tipo di cancro. Pazienti con il gene KRAS non
mutato (cosidetti KRAS wild-type) hanno una maggiore
probabilita' di rispondere alla terapia e di vivere piu' a
lungo. I risultati clinici dimostrano come oggi un approccio
personalizzato corretto e multidisciplinare sia in grado di
portare alcuni pazienti con metastasi limitate al fegato
inizialmente inoperabili ad essere potenzialmente curati
tramite resezione chirurgica.
''La strategia di personalizzare la terapia dei pazienti
con tumore del colon retto metastatico in funzione di un
predittore di risposta (il KRAS) consente di trattare con
farmaci 'mirati' solo chi e' destinato a rispondere alla
terapia, evitandone l'utilizzo inutile e potenzialmente
dannoso per la salute del paziente e per il budget del
servizio sanitario. La personalizzazione della terapia e' una
strategia altamente 'costo-efficace': si guadagna un anno di
vita investendo meno di 15.000 euro, ben al di sotto del
valore soglia comunemente accettato di 60.000 euro'', spiega
Lorenzo Mantovani, Farmacoeconomista Universita' Federico II
Napoli.
E Sabrina Nardi, del Tribunale per i Diritti del
Malato-Cittadinanzattiva, ricorda che''il diritto ad un
trattamento personalizzato sancito nella Carta Europea dei
diritti del malato deve essere garantito ad ogni cittadino, a
prescindere dalla Regione di residenza. I percorsi
diagnostico-terapeutici possono contribuire a dare certezze e
trasparenza su tempi di erogazione, prestazioni e procedure
appropriate''.
res/mpd
