(ASCA) - Roma, 22 feb - ''La sospensione dei due dirigenti
medici del Policlinico Umberto I, Bertazzoni e Modini, non
restituisce i tagli dei posti letto all'ospedale, non risolve
la carenza strutturale dei reparti accorpati e non accorcia
le attese al Pronto soccorso prima di essere visitati e
all'occorrenza ricoverati''.
Lo dichiara il segretario regionale di Fials Confsal
Gianni Romano.
''Piuttosto e' la direzione generale del nosocomio che ha
la responsabilita' diretta di agire in tal senso e provvedere
ad adeguare la struttura alle necessita' dei singoli reparti.
Promuoviamo quindi - aggiunge Romano - lo stato di
agitazione permanente fino allo sciopero bianco del personale
in servizio presso l'ospedale per contrastare la sospensione
di 90 giorni lavorativi dei due professionisti. La gogna cui
sono stati sottoposti lascia totalmente inalterato il
problema organizzativo del Policlinico. Lo sa sia il manager,
Antonio Capparelli, che le carenze strutturali dell'ospedale
le conosce bene contando che per oltre 10 anni e' stato il
titolare dell'avvocatura, sia il presidente Polverini che non
ha certo la bacchetta magica per ricreare i posti letto
eliminati''.
''I medici, gli infermieri e i tecnici sono i primi
assieme ai malati a subire le carenze organizzative e
strutturali. Gli operatori sanitari del nosocomio
universitario negli anni hanno sempre dato prova di grande
professionalita' e di essere in grado di lavorare a ritmi
serrati anche in situazioni paradossalmente critiche.
E' per questo che - conclude Romano - chiediamo di rimettere
in servizio i due professionisti e accelerare sul programma
di messa a norma dell'Umberto I perche' l'ora delle sole
chiacchiere e' finita da un pezzo''.
res/mpd
