(ASCA) - L'Aquila, 25 gen - Il Sir 2011 World Report, che si
basa sul database Scopus di Elsevier, ha valutato 3042
istituzioni di ricerca in 104 Paesi nel mondo. Il report,
oltre a misurare la quantita' complessiva di ricerca
prodotta, ne ha valutato la qualita', attraverso il suo
impatto scientifico normalizzato. In questa classifica,
l'Universita' dell'Aquila e' al 795* posto, davanti a molte
realta' geograficamente vicine o dimensionalmente simili
quali l'Universita' Politecnica delle Marche (806),
l'Universita' di Udine (827), l'Universita' Roma Tre (858),
l'Universita' ''D'Annunzio'' di Chieti-Pescara (919),
l'Universita' del Salento (957), l'Universita' di Foggia
(1488), l'Universita' della Basilicata (1601), l'Universita'
Ca' Foscari Venezia (1633), l'Universita' del Sannio (1803),
l'Universita' di Cassino (2087), l'Universita' del Molise
(2268), l'Universita' di Teramo (2752). La buona propensione
alla ricerca dell'Ateneo dell'Aquila, e' evidenziata anche
dal confronto a livello europeo: si piazza al 287* posto su
1046 istituzioni e davanti a Universita' famose come la City
University London (355). In termini di impatto normalizzato,
l'Universita' dell'Aquila presenta un valore di 1,2: cio'
significa che i suoi risultati scientifici (valutati
attraverso le pubblicazioni internazionali dei suoi docenti,
registrate su Scopus) sono del 20% piu' citati rispetto alla
media mondiale dei suoi ambiti disciplinari.
Infine un indicatore specifico: il Q1 misura la capacita' di
una istituzione di pubblicare i propri risultati sulle
riviste scientifiche piu' influenti (top 25% secondo
l'indicatore SJR).
Il Q1 per L'Aquila e' 50,8%. ''Si tratta di un risultato di
assoluto prestigio - commenta il rettore dell'Universita'
dell'Aquila, Ferdinando di Orio - determinato
dall'utilizzazione di parametri oggettivi da parte
dell'istituto scientifico piu' accreditato a livello
internazionale nella valutazione della ricerca scientifica.
Il risultato del nostro Ateneo, insieme a quelli relativi a
tutto il sistema universitario italiano - aggiunge - sgombra
il campo dai tanti luoghi comuni sulla scarsa quantita' e
bassa qualita' della ricerca condotta nel nostro Paese''. Per
Di Orio ''e' particolarmente significativo, inoltre, il fatto
che il nostro Ateneo sia molto vicino ad entrare nella top
25% delle istituzioni di ricerca mondiali, anche in relazione
al fatto che la valutazione prende in considerazione il 2009,
anno del sisma, che ha comunque comportato ripercussioni
negative sull'attivita' di ricerca''.
iso


