(ASCA) - Roma, 16 feb - ''Lobby e corporazioni sono al lavoro
in Parlamento per neutralizzare le liberalizzazioni del
Governo Monti. Timide liberalizzazioni nel settore
farmaceutico perche' pur aumentando il numero delle farmacie
pongono limiti alla liberta' d'impresa e continuano a
mantenere la pianificazione numerica dell'offerta''. E'
quanto sottolinea in una nota il Movimento Nazionale Liberi
Farmacisti che giudica ''allarmante il fronte dei farmaci ove
contro l'obbligo d'informare i pazienti circa l'esistenza di
un farmaco generico e minor costo direttamente nella ricetta,
alcune associazioni sindacali di medici attuano una protesta
'strisciante' scrivendo su tutte le ricette, sia in quelle
con farmaci 'griffati' che in quelle che prescrivono farmaci
alternativi, 'Non Sostituibile'.
Questa protesta - osservano i farmacisti - oltre che
arrecare un danno economico ai cittadini che vogliono il
farmaco equivalente, li costringe ad inutili 'pellegrinaggi'
di farmacia in farmacia per trovare esattamente la marca
prescritta dal medico''.
Sul fronte delle farmacie, proseguono, ''e' in atto un
vero e proprio braccio di ferro tra l'associazione dei
titolari e il governo. La richiesta, scritta tra le righe
degli emendamenti presentati, oltre che richiedere un
innalzamento del quorum per aprire una farmacia che, di
fatto, non cambierebbe nulla dell'attuale assetto
legislativo, pretende di eliminare l'obbligo della presenza
del farmacista nelle parafarmacie''.
Questo, ''alla faccia della campagna condotta nelle scorse
settimane finalizzata a far credere alla popolazione che la
liberalizzazione dei farmaci di fascia C avrebbe potuto
creare problemi di sicurezza nell'uso dei farmaci''.
Secondo il MNLF, ''la cancellazione della presenza del
farmacista negli esercizi nati dalla riforma Bersani e' un
vecchio 'pallino' di Federfarma che vede nella presenza dei
colleghi il vero vulnus allo status monopolista della
distribuzione del farmaco''.
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti chiede ''alle
associazione dei consumatori e alla pubblica opinione di
mobilitarsi per evitare che tutto il capitolo della
liberalizzazione relativo alle farmacie non si trasformi in
un nulla di fatto. E al governo di non cedere alle lusinghe
delle corporazioni rilanciando gli emendamenti che
liberalizzano i farmaci di fascia C, rigettando al mittente
tutti quegli emendamenti che si propongono di limitare il
numero delle farmacie e azzerare le riforme approvate negli
ultimi anni''.
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