(ASCA) - Roma, 15 feb - Un possibile emendamento per chiarire
il comma 9 dell'articolo 11 del dl liberalizzazioni dedicato
ai farmaci generici. Lo ha ipotizzato il ministro della
Salute, Renato Balduzzi, rispondendo ad una interrogazione di
Francesco Pionati (Popolo e Territorio) sugli effetti sul
settore farmaceutico derivanti dalle norme del decreto sulle
liberalizzazioni in materia di prescrizione dei farmaci.
''Il senso complessivo dell'articolo - ha spiegato
Balduzzi - era quello di dare ai cittadini piu' possibilita'
sul fronte del numero, la distribuzione e gli orari delle
farmacie, il farmaco generico e la sua cultura''. Gia' in
precedenza, ha ricordato, vi erano disposizioni secondo cui
il farmacista doveva avvisare il paziente dell'esistenza del
farmaco genercio ''consentendo dunque la sostituzione del
medicinale prescritto ove non indicato come insostituibile
dal medico. Quindi si tratta di una precisazione''. Si
prevede infatti che ''il medico, in presenza di medicinale
non coperto da brevetto, dia informazione al paziente circa
l'esistenza in commercio di un medicinale equivalente e il
farmacista proponga al paziente tale medicinale lasciando
liberta' di scelta al paziente stesso''. In questo senso le
norme ''non violano la professionalita' del medico e neanche
mettono in difficolta' i medicinali branded''.
La differenza, ha concluso il ministro, e' che ''il
farmacista potra' suggerire e proporre un medicinale
equivalente. Abbiamo chiarito che non significava impedire il
farmaco di marca ma semplicemente rafforzare la possibilita'
di un farmaco equivalente. Ove non fosse sufficiente il
chiarimento c'e' la disponibilita' a emendare in sede di
conversione in legge per precisare questo punto''.
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